L'evoluzione è fattibile grazie all'esperienza di chi ci ha preceduto, facendone tesoro.

 

 

I principali ostacoli al raggiungimento del successo personale sono la debolezza di propositi e la mancanza di impegno

 

 

La tua strada può essere lunga o corta, ma se non fai il primo passo sarà infinita.

 

 

Non cercare la via per vincere gli altri, ma la strada per superare te stesso.

   

 

Il miglior riconoscimento per la fatica fatta non è ciò che se ne ricava, ma ciò che si diventa grazie ad essa.

Riconoscimento Europeo alla S.K.I.- I.

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La S.K.I.-I. (Shotokan Karatedo International – Italia) ha ricevuto nel 2004 un riconoscimento da parte della Commissione Europea quale ente promotore dei valori sportivi europei, divenendo la prima federazione sportiva di Karate in Europa a raggiungere tale traguardo.

Il 2004 è stato infatti l’anno europeo dell’educazione attraverso lo sport (EYES – European Year of Education through Sport), rappresentato dallo slogan “Move your body, stretch your mind” (Attiva il corpo, attiva la mente).

La premessa di questo riconoscimento è che praticare lo sport, soprattutto nella prima infanzia e nell’adolescenza, influisce considerevolmente sullo sviluppo fisico, psicologico, sociale ed intellettuale: stimola un comportamento responsabile, forma il carattere e l’identità e migliora il benessere generale. Riuscire a proseguire la pratica in età adulta e nella terza età, contribuisce a mantenere il corpo in salute e la mente aperta, in armonia con gli altri. In quest’ottica una disciplina marziale come il Karate è risultata vincente poichè capace di riunire sia i benefici individuali che sociali dello sport. Il Karate contribuisce inoltre al mantenimento dell’equilibrio psichico in ciascun individuo e riconcilia aspetti apparentemente contraddittori della vita comune attraverso una dimensione sociale. Infonde un senso di competizione e di solidarietà, prontezza e capacità di lavorare in squadra.

Questi valori integrati di sport riflettono direttamente il messaggio centrale di EYES “Attiva il corpo, attiva la mente” ribadito da Viviane Reding, Commissario della Direzione Educazione e Cultura della Commissione Europea, con il quale l’Unione Europea ha designato il 2004 come l’anno europeo dell’educazione attraverso lo sport, mirando a promuovere lo sport come parte integrante della vita di tutti gli europei ed a mettere in luce specialmente il suo valore educativo.

Una disciplina di autodifesa come il Karate che mantiene le sue radici nella tradizione della cultura orientale contribuisce sia allo sviluppo integrato di mente e corpo sia a una maggiore autostima e abilità sociali. Nell’ottenimento di questi benefici, la S.K.I.-I. si impegna da decenni, con un’interpretazione del Karate nella quale innovazione tecnica e tradizione si fondono armonicamente, ma soprattutto nella quale la dedizione e la passione dei suoi rappresentanti è riuscita a colpire favorevolmente l’interesse della Commissione Europea, tanto da “certificarla” appunto a livello europeo come la prima federazione sportiva di Karate che incarna e promuove i seguenti principi:

  • Sensibilizzare gli istituti di insegnamento nonché le organizzazioni sportive all’esigenza di cooperare allo scopo di sviluppare l’educazione attraverso lo sport e la sua dimensione europea, tenuto conto del grandissimo interesse che i giovani nutrono per ogni forma di sport;
  • Trarre vantaggio dai valori trasmessi attraverso lo sport per lo sviluppo delle conoscenze e competenze che consentono soprattutto ai giovani di sviluppare capacità fisiche e la volontà a compiere sforzi a livello personale, nonché capacità sociali come il lavoro in gruppo, la solidarietà, la tolleranza e il fair-play in un ambito multiculturale;
  • Promuovere la consapevolezza del contributo positivo delle attività di volontariato in un’educazione informale, in specie dei giovani;
  • Promuovere il valore educativo della mobilità e degli scambi degli studenti soprattutto in un ambiente multiculturale attraverso l’organizzazione di incontri sportivi e culturali nel quadro delle attività scolastiche;
  • Incoraggiare lo scambio di buone pratiche sul ruolo che lo sport può svolgere nei sistemi educativi per promuovere l’inclusione sociale dei gruppi sfavoriti;
  • Creare un migliore equilibrio tra attività intellettuali e fisiche nella vita scolastica e incoraggiare lo sport nelle attività scolastiche;
  • Prendere in considerazione i problemi connessi all’istruzione dei giovani sportivi di entrambi i sessi che partecipano a competizioni sportive.

(Ai sensi della Decisione n. 291/2003/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 6 febbraio 2003).

L’iter di riconoscimento è stato avviato nel febbraio del 2004; in un percorso durato undici mesi i membri della Commissione e del Parlamento Europeo hanno verificato più volte personalmente l’attività e la missione della federazione, fino all’attuale certificazione, celebrata ufficialmente il 5 dicembre alla presenza del dr. Giovanni Gordiani, funzionario della Commissione Europea. L’unicità della metodologia e della tecnica del M° Masaru Miura è da tempo oggetto di studio in tutta Europa e non solo, e la sua diffusione è sempre più ampia. Ed è questo che è stato apprezzato a Bruxelles: un modo nuovo di vedere e praticare un’arte marziale che ha alla base il principio fondamentale dello studio del movimento nei minimi particolari, nell’elasticità muscolare, nella fluidità, nella disciplina del corpo e della mente e non nella cultura della forza fisica fine a se stessa. Tradizione e innovazione fanno sì che il Karate mantenga il suo fascino e i valori originari, ma che contemporaneamente si sviluppi e perfezioni nel tempo. Paradossalmente l’approfondimento e lo studio specialistico di quest’arte non limita la pratica a pochi specialisti, ma, pur aumentandone la complessità, fa sì che da una parte, chiunque e a qualunque età possa avvicinarsi al Karate senza timore del confronto con chi apparentemente si dimostra fisicamente più dotato e preparato, mentre dall’altra chi possiede già una buona esperienza migliori e potenzi quanto fin’ora appreso. In ogni modo un Karate che può essere praticato da donne e bambini, da giovani e da meno giovani senza limiti di età, con lo scopo principale di mantenere il corpo in buona salute, migliorando così anche lo stato mentale e facendo acquisire sicurezza nelle tecniche senza disperdere inutilmente energia, come dice lo stesso M° Miura con “micromovimenti” che sfruttano al massimo l’efficacia della tecnica. Con queste premesse, pur avendo ottenuto innumerevoli prestigiosi risultati agonistici in campo europeo e mondiale lo scopo del Maestro, e quindi della Federazione, è quello di sviluppare e proporre un modello di “cultura generale” applicabile per chiunque si approcci a questa arte.

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