La passione si può misurare?
Quello che ho cercato di trasmettere l’altra sera ai miei allievi è un concetto molto profondo, almeno per me, perché distingue ciò che nell’allenamento è comune a tutti da ciò che invece appartiene intimamente al singolo praticante.

Potrei formularlo così:

“Davanti a un falò, tutti ricevono lo stesso calore.
Il fuoco scalda ogni persona senza fare differenze, e quel calore può essere percepito in modo simile da tutti.
Ma esiste un altro fuoco, quello che ciascuno porta dentro di sé: l’ardore, la volontà, la passione.
E quel fuoco non può essere misurato né confrontato.
Perché ogni individuo arde in modo unico.”

Nel Karate questa immagine è particolarmente potente.

Il dojo, l’insegnamento, gli esercizi, la disciplina: sono il “falò”. Tutti gli allievi vi si siedono attorno e ricevono gli stessi insegnamenti, lo stesso metodo, la stessa possibilità di crescere. Da questo punto di vista il maestro offre a tutti il medesimo calore.

Ma ciò che ogni allievo farà di quel calore dipende dal proprio fuoco interiore.

C’è chi trasforma la fatica in determinazione.
Chi trova nel Karate equilibrio.
Chi cerca forza.
Chi cerca pace.
Chi combatte contro le proprie paure.
Chi prova semplicemente a superare sé stesso.

E nessuno di questi ardori può essere davvero paragonato a quello di un altro.

Nel budō questo è un punto essenziale: il confronto autentico non è mai tra una persona e un’altra, ma tra l’individuo e la profondità del proprio spirito. Per questo due praticanti con capacità tecniche simili possono avere un’intensità interiore completamente diversa, invisibile agli occhi ma decisiva nel cammino marziale.

Potrei anche dirlo in una forma più essenziale, quasi in filosofia zen:

“Il fuoco esterno scalda tutti allo stesso modo. Il fuoco interiore, invece, arde in modo irripetibile in ciascun essere umano.”

Oppure:

“Nel dojo l’insegnamento è uguale per tutti; ma il modo in cui ogni anima lo trasforma in ardore appartiene solo a lei.”

La forza della mia metafora sta proprio qui: ho voluto distinguere la condivisione dell’esperienza dall’unicità della coscienza. Ritengo sia importante consapevolizzare questo aspetto in un percorso marziale maturo.

Oss!! 🙇🏻‍♂️

M° S. Schetto
Direttore tecnico Heijo Shin Dojo di Colturano


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